La pressione di transfair ha avuto effetto
La buona notizia prima di tutto: la riorganizzazione della centrale di RetePostale ha comportato meno licenziamenti di quanto comunicato dall’impresa lo scorso autunno (vedi il nostro comunicato di settembre 2025). Allora la Posta parlava di al massimo 100 licenziamenti. Dopo l’entrata in vigore della nuova struttura organizzativa ora è chiaro: saranno al massimo 42 le persone interessate da un licenziamento. Il numero delle disdette con riserva di modifica è rimasto attorno alle 20 unità.
A quanto pare, la pressione di transfair ha portato i suoi frutti e ne siamo molto soddisfatti. Siamo invece infastiditi delle continue tergiversazioni nella comunicazione. Al momento dell’annuncio della riorganizzazione «OrgDesign» 2024, la Posta aveva dichiarato che si sarebbe trattato solo di una ristrutturazione minima. Nell’estate 2025 è emerso che ci sarebbe stato un licenziamento di massa. Questo modo di comunicare altalenante ha provocato grande inquietudine e incertezza tra il personale.
Ma, non solo la comunicazione interna ha lasciato a desiderare, anche la trasparenza nei confronti dell’opinione pubblica non è stata ottimale. Ad oggi, RetePostale non ha ad esempio pubblicato alcun dato sul numero effettivo di persone licenziate nel corso della riorganizzazione.