Il personale del servizio pubblico ha finalmente bisogno di più riconoscimento

Il personale del servizio pubblico ha finalmente bisogno di più ri­co­nos­ci­men­to

Il servizio pubblico funziona solo grazie a persone che lo sostengono quotidianamente. Tuttavia, sono proprio loro a subire da anni sempre più pressioni: riorganizzazioni, programmi di risparmio e tagli di posti di lavoro caratterizzano la loro quotidianità lavorativa. Allo stesso tempo, il loro potere d’acquisto diminuisce di continuo. Per questo motivo, per il 2027 il sindacato transfair chiede aumenti di stipendio d’uso nel settore pari a circa il 2 per cento in media. L’obiettivo è di garantire i salari reali e riconoscere finalmente in modo adeguato gli sforzi del personale.

Marguerite Bouillet
Un addetto alle pulizie delle FFS, con il suo carrello per la pulizia e in uniforme arancione, guarda sorridendo verso la telecamera.

Il servizio pubblico è la base della nostra vita quotidiana. Che si viva in una valle sperduta del Giura o in centro a Zurigo: le persone in Svizzera beneficiano ogni giorno di un servizio universale di alto livello. Senza la Posta Svizzera, le lettere e i pacchi non arriverebbero a destinazione in modo affidabile in ogni angolo del Paese. Senza i mezzi di trasporto pubblici non esisterebbe una rete capillare di collegamenti in tutta la Svizzera con treni, autobus e tram. Senza una telecomunicazione affidabile, i numeri telefonici di emergenza non sarebbero raggiungibili in caso di bisogno. E senza l’Amministrazione federale non sarebbe possibile garantire controlli di frontiera, accordi commerciali internazionali e tanto meno l’attuazione di leggi approvate democraticamente. Le collaboratrici e i collaboratori del servizio pubblico garantiscono giorno dopo giorno il funzionamento del nostro Paese. Il loro lavoro è indispensabile.

Ciononostante, il personale del servizio pubblico è sottoposto da anni a crescenti pressioni. Riorganizzazioni, tagli di posti di lavoro e programmi di risparmio fanno ormai parte della vita quotidiana. Nonostante queste pressioni, le collaboratrici e i collaboratori continuano a dare prova di un impegno straordinario. La loro capacità di resilienza, però, ha dei limiti. È quindi giunto il momento di riconoscere finalmente i loro sforzi in modo adeguato.

Le nostre rivendicazioni nelle categorie di transfair

Per il 2027, il sindacato transfair chiede pertanto aumenti salariali medi pari a circa il 2 per cento. Si terrà conto soprattutto dell’inflazione attuale e cumulata nonché dell’aumento dei premi delle casse malati.

Nelle nostre categorie ICT, Trasporti pubblici e Posta/Logistica, richiediamo delle misure nettamente più eque e complete che alle ultime trattative salariali. Presso Swisscom, nel 2026 hanno beneficiato soprattutto le azioniste e gli azionisti, mentre alle collaboratrici e ai collaboratori è stato concesso solo un modesto aumento di stipendio. Alla Posta Svizzera la situazione non era molto diversa. Sebbene alla fine il compromesso raggiunto abbia tenuto conto delle esigenze del personale e in particolare dei redditi più bassi, la Confederazione, in qualità di azionista, ne ha comunque tratto un vantaggio nettamente maggiore con aumenti dei dividendi al di sopra dell’andamento salariale: ciò non deve ripetersi nel 2027. Per l’anno in corso, le FFS hanno accordato esclusivamente aumenti salariali individuali. Questa soluzione negoziata da transfair ha portato vantaggi soprattutto alle collaboratrici e ai collaboratori più giovani. Allo stesso tempo, migliaia di impiegate e impiegati sono rimasti a mani vuote e non hanno ricevuto alcuna compensazione per il crescente costo della vita. Nel 2027 devono poter beneficiare tutti.

Per il personale federale, transfair chiede un aumento salariale dell’1,5 per cento. L’anno scorso il Parlamento ha approvato misure salariali talmente esigue che il personale è stato costretto a subire una riduzione degli stipendi in termini reali. Anche negli anni precedenti non sempre è stato possibile compensare l’inflazione. Ciononostante, transfair mantiene una posizione moderata nelle proprie richieste per il settore, tenendo così conto delle realtà politiche: negli ultimi cinque anni il Parlamento ha rivisto al ribasso per ben tre volte il risultato salariale negoziato da transfair e dal Consiglio federale. A maggior ragione, per il 2027 ribadiamo la nostra richiesta di compensare almeno il rincaro attuale e quello cumulato. Inoltre, chiediamo che il Parlamento rispetti i risultati delle negoziazioni dei partner sociali.

La politica del risparmio sta soffocando il servizio pubblico

Il servizio pubblico sta raggiungendo sempre più spesso i suoi limiti. Devono essere gestiti sempre più pacchi, effettuati controlli supplementari, introdotti nuovi servizi e raggiunti obiettivi di vendita sempre più elevati. Allo stesso tempo, sono a disposizione sempre meno risorse. Il contesto economico, caratterizzato dall’attuale politica doganale e dai conflitti in Ucraina e in Iran, è complicato. A subirne le conseguenze sono ancora una volta le collaboratrici e i collaboratori. Nonostante transfair sia riuscito ad attenuare per loro le conseguenze delle varie misure di risparmio nell’anno in corso, molti team hanno dovuto subire tagli dolorosi.

Il problema delle risorse è tuttavia anche di natura politica e dovuto ai continui attacchi al servizio pubblico. Da un lato, quest’ultimo deve garantire un servizio universale di alta qualità in tutto il Paese e, dall’altro, gli vengono negati i mezzi necessari per raggiungere tale obiettivo. Questa contraddizione porta inevitabilmente a condizioni di lavoro peggiori e, a lungo termine, anche a un deterioramento dei servizi offerti alla popolazione. transfair si oppone con fermezza a questa tendenza.