Le FFS istituiscono in collaborazione con le parti sociali il primo fondo per la digitalizzazione a livello svizzero

Le FFS istituiscono in collaborazione con le parti sociali il primo fondo per la digitalizzazione a livello svizzero © fotohansel /Fotolia.com
27.11.2018

Il primo fondo per la digitalizzazione a livello svizzero sarà dedicato alle opportunità e alle sfide a lungo termine generate dalla digitalizzazione e con le quali le FFS e i loro collaboratori dovranno confrontarsi. Le FFS alimenteranno il fondo con dieci milioni di franchi svizzeri. Il denaro sarà utilizzato in modo mirato per studi e progetti volti ad analizzare gli effetti della digitalizzazione sul mondo del lavoro e sui posti di lavoro delle FFS. I risultati dovrebbero indicare le modalità d'azione per organizzare le future condizioni quadro. Inoltre occorrerà allestire programmi di perfezionamento per le categorie professionali esistenti e future che muteranno notevolmente in seguito alla digitalizzazione.

Ieri, in occasione della firma formale del contratto collettivo di lavoro (CCL), le FFS e i partner sociali hanno gettato uno sguardo sul futuro del mondo del lavoro. Al centro dell'impegno troviamo le sfide dell’azienda, il futuro dei posti di lavoro alle FFS e in Svizzera nonché i collaboratori. L'obiettivo è fornire prospettive ai collaboratori. Il CEO delle FFS Andreas Meyer intende raccogliere le sfide della digitalizzazione: «Ci troviamo confrontati con una svolta digitale che comporta opportunità e rischi per le FFS, per i posti di lavoro e per i nostri collaboratori. Affrontiamo questa svolta digitale a livello imprenditoriale e sociale e al riguardo guardiamo ben oltre l'orizzonte del nuovo contratto collettivo di lavoro».
 
A tale scopo, in collaborazione con i sindacati e le associazioni SEV, transfair, AQTP e VSLF, le FFS promuovono un fondo comune, che le FFS stesse alimenteranno con dieci milioni di franchi. Le FFS e le parti sociali intendono confrontarsi con le sfide a lungo termine della digitalizzazione senza la pressione dei negoziati e imparare dalle esperienze.
 
Da un lato il fondo per la digitalizzazione permetterà di sovvenzionare studi e progetti che analizzeranno le opportunità e le sfide imprenditoriali per il mondo del lavoro e i posti di lavoro delle FFS. Le FFS e le associazioni del personale collaboreranno per ricavare da tali dati conoscenze e misure.
 
I risultati saranno utili anche per indicare le modalità di azione volte a organizzare le future condizioni quadro o i contratti collettivi di lavoro.
 
D'altro canto il fondo sarà anche utilizzato per progettare programmi di perfezionamento per le categorie professionali, esistenti e future, che subiscono notevoli mutamenti in seguito alla digitalizzazione. Infine, il fondo intende offrire uno spazio di discussione comune e costruttivo sulle «buone pratiche e lezioni apprese» dalle esperienze attuali.
 
L'interesse delle associazioni del personale è incentrato sul sostegno ai collaboratori nell'ambito della svolta digitale. «La loro concorrenzialità sul mercato del lavoro deve essere garantita in modo duraturo sia internamente che esternamente», sottolinea Giorgio Tuti, presidente SEV. Occorrerà dunque anche rafforzare il senso di responsabilità personale dei collaboratori. «Le nuove forme di lavoro decentralizzate e flessibili generano paure. Le associazioni del personale vogliono pertanto assicurarsi che i collaboratori otterranno anche nel nuovo mondo del lavoro digitale una protezione sociale equivalente al CCL».
 
La digitalizzazione offre numerose possibilità di migliorare i servizi per i clienti delle FFS e l'efficienza delle prestazioni fornite, consentendo quindi di offrire servizi migliori a un prezzo più conveniente ai clienti nonché alla Confederazione e ai Cantoni, in veste di committenti. Per mantenere attrattive le condizioni di lavoro per i collaboratori occorre tuttavia sviluppare le soluzioni dal profilo imprenditoriale e sociale. La digitalizzazione avrà un impatto su molti posti di lavoro operativi e di conseguenza muteranno profondamente anche numerose figure professionali. Contemporaneamente la soddisfazione delle esigenze di mobilità dei clienti rimarrà il fulcro dei servizi.
 
In controtendenza alla crescente tecnologizzazione, il contatto personale e umano acquisirà maggiore importanza. Collaboratori impegnati saranno quindi anche in futuro il principale fattore di successo di un'azienda di trasporto pubblico. Un primo studio mostrerà concretamente in che modo cambiano le figure professionali, dove si creano o scompaiono posti di lavoro e quali competenze saranno richieste in futuro. Al riguardo andranno elaborati e analizzati diversi scenari sia in ottica ottimistica che pessimistica. 
 
Le FFS garantiscono già oggi un'offerta di formazione professionale e orientata al futuro. Con programmi completi come ad esempio «fit4future», l'azienda individuerà in anticipo cambiamenti e potenziali e garantirà nel tempo il know-how ferroviario all'interno dell'azienda.
 
Le FFS si impegnano per il perfezionamento dei collaboratori anche al di fuori del fondo per la digitalizzazione: in futuro offriranno accertamenti mirati della situazione, allo scopo di salvaguardare la salute e la concorrenzialità sul mercato del lavoro dei propri collaboratori. Questa «sosta ai box» permette a tutti i collaboratori delle FFS di eseguire a intervalli regolari un accertamento della situazione sulla propria concorrenzialità sul mercato del lavoro e sulla salute.   

La digitalizzazione – transfair se ne occupa da tempo
transfair ha trattato la digitalizzazione e l’automazione già in occasione del congresso della categoria Trasporti pubblici del 2016. «Anche nel quadro delle negoziazioni CCL, transfair ha chiesto di coinvolgere con coerenza i collaboratori nei processi di cambiamento», sottolinea Bruno Zeller, responsabile della categoria Trasporti pubblici. Si tratta di rendere più visibili gli effetti sul personale e sui profili professionali. Un buon approccio a questo scopo è il fondo per la digitalizzazione istituito dalle FFS. Nel comitato associativo, transfair sarà rappresentato da Bruno Zeller.
 
L’argomento viene inasprito da nuove situazioni concorrenziali nei trasporti pubblici, il che porta a una maggiore pressione sulle condizioni di lavoro. transfair si impegna affinché i molteplici compiti possano essere mantenuti anche nel settore sempre più digitalizzato dei trasporti pubblici, ossia in seno alle imprese di trasporto concessionarie.
Ambiti d'impiego
FFS, FFS Cargo AG