Il Consiglio nazionale chiede una moratoria

Il Consiglio nazionale chiede una moratoria © SBB/CFF/FFS
13.06.2017

Il Consiglio nazionale appoggia la mozione 17.3258 a favore di una moratoria alla chiusura dei punti vendita di biglietti FFS gestiti da terzi e non segue dunque la raccomandazione del Consiglio federale. Al cospetto del risultato della votazione, anche in seno al Consiglio degli Stati si profilano accese discussioni.

Durante l’odierno dibattito, il Consiglio nazionale si è occupato della mozione 17.3258 presentata dalla Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni. Thomas Ammann, portavoce di questo affare nella stessa commissione e vicepresidente di transfair, ha informato la Camera bassa sulle ragioni a favore dell’intervento. Con 93 sì, 79 no e 12 astensioni, la mozione trova un ampio consenso nel Consiglio nazionale. Come Camera prioritaria, quest’ultimo ha incaricato il Consiglio federale di obbligare le FFS a sospendere fino al 2020 la chiusura di 52 punti vendita gestiti da terzi.
 
Bruno Zeller, responsabile della categoria Trasporti pubblici, è molto soddisfatto della decisione: «transfair è dell’opinione che sia unilaterale servire gli utenti dei mezzi di trasporto pubblici tendenzialmente solo più attraverso i canali digitali. La moratoria è pertanto necessaria».
 
transfair approva la decisione del Consiglio nazionale per diversi motivi:
  • ai fini di un servizio pubblico di buona qualità, il principale gestore dei servizi di trasporto pubblico deve continuare anche in futuro a offrire e promuovere la vendita dei biglietti in forma personale e tenendo conto delle esigenze dei clienti. La chiusura di circa un quarto di tutti i punti vendita gestiti da terzi non sarebbe più all’altezza di questo incarico;
  • la latente discriminazione di determinati gruppi della popolazione (p. es. persone anziane o con handicap) e di regioni (p. es. zone rurali) deve essere fermata a tutti i costi. Inoltre, va garantito l’accesso ai trasporti pubblici;
  • infine, devono essere elaborate soluzioni più equilibrate e vanno evitate chiusure a breve termine.
È solo di settembre 2016 l’annuncio delle FFS di voler chiudere più di 50 punti vendita gestiti da terzi entro il 31 dicembre 2017. La moratoria permetterebbe all’azienda di elaborare e realizzare entro il 2020 offerte sostitutive adeguate al servizio pubblico e alle esigenze della clientela.
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