Abolizione del monopolio per le lettere?

Abolizione del monopolio per le lettere? © Andrey Popov
12.08.2015

Per questo autunno è prevista la pubblicazione del rapporto del Consiglio federale sulla liberalizzazione parziale del mercato postale. Una domanda centrale che si pone a questo riguardo è se a breve saremo costretti ad assistere all'abolizione del monopolio per le lettere. Per transfair è chiaro: nel quadro del dibattito sul rapporto relativo alla liberalizzazione, la massima priorità va alla garanzia delle condizioni di lavoro d'uso nel ramo.

Nell'anno della revisione totale della legislazione postale, ovvero nel 2010, l'intenzione del Consiglio federale era di abolire a titolo definitivo il monopolio sulle lettere fino a 50 grammi entro fine anno, a favore di una liberalizzazione completa del mercato. Già le revisioni precedenti avevano l'obiettivo di creare maggiore concorrenza nel settore dei servizi postali. Quando nel 1998 fu sciolta e scissa in due imprese indipendenti l'ex PTT, gli operatori privati ricevettero una quota di mercato vincolata all'ottenimento di una concessione. Nel 2006, il Consiglio federale ridusse in seguito il peso limite per le lettere a 100 grammi e nel 2009 a 50 grammi. Con la revisione totale nel 2010, il peso limite di 50 grammi fu dapprima confermato dal Parlamento – anche se solo con un esiguo margine – e la Posta Svizzera autorizzata tramite mandato legale alla prestazione del servizio universale. Allo stesso tempo, sul mercato postale elvetico sono riuscite ad affermarsi anche imprese private.

Monopolio delle lettere: un tema controverso

La tendenza verso una liberalizzazione è stata promossa anche nel quadro del mercato postale europeo (link articolo sviluppo nel mercato postale UE). Con le liberalizzazioni si intende in generale far sì che nel servizio pubblico la clientela possa poter scegliere i suoi gestori tra il maggior numero di servizi possibile e che la concorrenza, a sua volta, offra alle imprese, a pari opportunità, uno stimolo per poter proporre la propria offerta nel modo più efficiente e conveniente possibile.

Nel nostro paese, le camere federali hanno sancito le regole del gioco per tutti i gestori di servizi postali sia nella legge sulle poste che nella legge federale sull'organizzazione della Posta Svizzera (link articolo elezioni nazionali ed effetti sugli impiegati della Posta). La nostra ex presidente e Consigliera federale Chiara Simoneschi-Cortesi ha condotto dibattiti in prima linea e si è opposta a una liberalizzazione totale: «No a un'apertura totale veloce del mercato. Perché questa apertura andrebbe o a discapito della popolazione o a discapito del personale e del servizio universale».
 
I parlamentari si sono infine accordati su un mercato postale elvetico parzialmente liberalizzato in cui la Posta, con il suo mandato legale e il monopolio residuo, garantisce il servizio universale delle prestazioni postali. Il Consiglio federale deve però ancora valutare, al più tardi entro il 2015, gli effetti dell'apertura del mercato in Svizzera e in Europa e sottoporre al Parlamento proposte sull'ulteriore modo di procedere.

Rapporto sulla liberalizzazione

Di recente, l'UFCOM ha effettuato la valutazione e ci aspettiamo che il Consiglio federale approvi il rapporto al più tardi entro l'autunno di quest'anno unitamente a una raccomandazione sulla linea di azione. transfair seguirà la pubblicazione del rapporto con grande attenzione. Soprattutto siamo curiosi di sapere come le autorità avranno messo in relazione la pressione concorrenziale nel mercato postale alle condizioni di lavoro e al livello salariale.

Pari condizioni per condizioni di lavoro di pari valore?

Nel mercato liberalizzato, fattori quali volumi in calo, margini di guadagno estremamente bassi e pressione esercitata dalla concorrenza si ripercuotono direttamente sui posti di lavoro e sulle condizioni d'impiego. Nonostante l'obbligo di negoziazione di un CCL, sul mercato sono presenti innumerevoli imprese che operano con condizioni di lavoro non concordate con i sindacati. Si pone pertanto la domanda sullo standard nel ramo: Quali condizioni d'impiego sono comuni nel settore? Le condizioni del gestore tradizionale, ovvero della Posta Svizzera, sono destinate a subire pressioni?
 
La situazione relativa alle condizioni di lavoro d'uso nel settore può dunque subire ulteriori cambiamenti nel corso dei prossimi mesi fino alla pubblicazione del rapporto sulla liberalizzazione, in particolare a seguito della stipulazione di un CCL con l'associazione degli operatori postali privati (KEP&Mail) al quale partecipa anche transfair. Resta da vedere in quale modo i due principali CCL sul mercato postale si faranno concorrenza. Per transfair è chiaro: nel quadro del dibattito sul rapporto relativo alla liberalizzazione, la massima priorità va alla garanzia delle condizioni di lavoro d'uso nel ramo.
Ambiti d'impiego
La Posta Svizzera, Rete postale e vendita, PostMail, PostLogistica, DPD, AutoPostale SA, PostFinance SA, PostLogistics SA, Presto SA, SecurePost SA, SPS AG, KEP&Mail