Per questo la Swisscom è contro la legge sulle telecomunicazioni

Per questo la Swisscom è contro la legge sulle telecomunicazioni © Swisscom
22.02.2018

Il 6 settembre 2017, il Consiglio federale ha adottato il messaggio sulla revisione parziale della legge sulle telecomunicazioni (LTC). Negli ultimi anni, questo settore ha conosciuto uno sviluppo particolarmente folgorante: nuove reti a banda larga consentono la trasmissione di sempre più dati a una velocità sempre maggiore. I servizi Internet, come la videotelefonia, la messaggistica e le chat, soppiantano sempre più i tradizionali servizi di telecomunicazione. La revisione di legge mira a tenere conto di questa evoluzione. Robert Métrailler, responsabile della categoria Comunicazione di transfair, ha realizzato una breve intervista con il portavoce di Swisscom Christian Neuhaus. A cosa potrebbe portare e quali sono le possibili conseguenze della revisione?

La legge sulle telecomunicazioni (LTC) risale al 2007. Non sarebbe ora di aggiornarla?
Va soprattutto sottolineato che la legge attuale è un successo, sia per i clienti che per l’economia in generale. Nell’arco di dieci anni, i prezzi sono calati, molti nuovi operatori hanno fatto il loro ingresso nel mercato e, grazie a investimenti da record nelle infrastrutture, la Svizzera dispone di una delle reti di telecomunicazione più moderne del mondo.

Il progetto di legge ha sicuramente i suoi lati positivi, soprattutto nell’ambito della protezione dei consumatori. Il cambio di paradigma in materia di accesso alla rete rischia invece di avere effetti negativi sui futuri investimenti.
 
Perché? Il progetto di legge ha l’obiettivo di aumentare la concorrenza. Non necessariamente è una cosa negativa, Swisscom detiene tuttora una quota di mercato del 60 per cento circa ...
Con questa revisione di legge, il Parlamento dovrà decidere su un riorientamento.
Se il progetto di legge entrasse in vigore, il Parlamento potrebbe scegliere di regolamentare l’accesso alle reti e di abbassare i prezzi. Farebbe dunque un piacere anche agli operatori che attendono che altre imprese investano nelle reti, per potervi accedere a condizioni vantaggiose. Di fatto, il Parlamento non promuoverebbe dunque la concorrenza, ma la rivendita di collegamenti esistenti. Lo stimolo a investire nelle reti proprie e in nuove tecnologie, come nella UE, verrebbe a mancare.

In cambio, il Parlamento può tuttora puntare sulla via svizzera della positiva concorrenza infrastrutturale. Il regolatore non interviene in un mercato funzionante, creando così uno stimolo per ulteriori investimenti nelle reti - soprattutto nelle regioni periferiche - nonché in nuove tecnologie. La Svizzera manterrebbe in tal modo la sua posizione di leader in termini di qualità e di prestazioni su tutto il territorio nazionale!
 
Non va dimenticato che attualmente già più di 45 operatori terzi, quali Sunrise, Init7 o Netplus, si procurano i prodotti presso Swisscom Wholesale. Di recente, UPC ha deciso di proporre le sue offerte tramite le reti di Swisscom ai suoi clienti nei Comuni di Riehen e di Losanna. Inoltre, Sunrise ha da anni accesso a tutte le importanti tecnologie di rete di Swisscom. Lei stessa definisce l’accesso come «attrattivo» e «vantaggioso».
 
Quali sarebbero le conseguenze sull’occupazione in caso di approvazione di questa regolamentazione d’accesso alla rete?
Ovviamente, per i motivi prima elencati, un inasprimento della regolamentazione d’accesso avrebbe effetti negativi sugli investimenti. Nonostante sia innegabile che oggi migliaia di lavoratori di tutta la Svizzera possano beneficiare direttamente o indirettamente di investimenti su tutto il territorio nazionale, sarebbe poco serio voler fornire cifre esatte sui possibili posti di lavoro a rischio. Solo gli investimenti annuali di Swisscom (1,7 milioni di franchi) generano un PIL di circa 5 miliardi di franchi e contribuiscono così al mantenimento e alla creazione di circa 17’000 posti di lavoro.
 
Torniamo alla legge nel suo insieme: contiene anche articoli che riguardano la protezione dei consumatori, come ad esempio una migliore protezione contro le chiamate pubblicitarie o la diminuzione dei costi di roaming. Una cosa positiva, no?
Assolutamente sì. Swisscom già oggi è l’unico operatore ad offrire un filtro delle chiamate («callfilter») e questo non solo per la rete fissa, bensì anche per quella mobile. Le chiamate pubblicitarie aggressive e non desiderate appartengono al passato.
 
Per la maggior parte dei nostri clienti il roaming non rappresenta più un problema. I prezzi calano da anni e gran parte di loro non paga più niente per le chiamate da e verso l’estero perché sono comprese nell’abbonamento.

I prezzi diminuiranno ulteriormente. Come operatrice svizzera, Swisscom non beneficia in alcun modo delle tariffe regolamentate dell’UE. Dobbiamo negoziare i prezzi con ogni singolo operatore. Una regolamentazione in questo ambito è a nostro avviso superflua.
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