Il Consiglio federale risponde a un’interpellanza di transfair

Il Consiglio federale risponde a un’interpellanza di transfair
10.10.2018

«transfair chiede che gli obiettivi fissati per Swisscom dal Consiglio federale non portino a massicci tagli all’organico dell’impresa». Questo il titolo della risoluzione approvata in occasione del Congresso 2018. Risoluzione a cui è seguita un’interpellanza al Consiglio federale presentata dal Consigliere nazionale e presidente di transfair Stefan Müller-Altermatt.

Tre domande centrali
Nella interpellanza, Stefan Müller-Altermatt ha posto l’accento su tre domande:
  1. Il Consiglio federale condivide l’opinione, secondo la quale l’obiettivo strategico, ossia aumentare il valore dell’azienda, non possa essere raggiunto riducendo personale con conseguente perdita delle competenze?
  2. Nel quadro delle sue possibilità in materia di diritto azionario, attraverso quali misure la Confederazione garantisce la coerenza degli obiettivi strategici?
  3. Esistono a questo proposito riflessioni strategiche che permetterebbero di mantenere la competitività di Swisscom, senza allo stesso tempo ridurre i suoi compiti nel quadro del servizio pubblico e nella sua qualità di datore di lavoro? 
Presa di posizione del Consiglio federale ...
Il 15 agosto 2018, l’esecutivo ha preso posizione sull’interpellanza. Nella sua valutazione, nega la tendenza alle esternalizzazioni presso Swisscom e osserva una riduzione di impieghi nei settori a rischio così come la creazione di posti di lavoro in quelli in espansione. Per il Consiglio federale, nel caso di una riorganizzazione, un’impresa prospera che poggia su solide basi ha più possibilità di offrire disposizioni vantaggiose. Questo vale soprattutto in relazione alle prestazioni del piano sociale. Il Consiglio federale non vede alcun problema nella contraddizione tra i diversi scopi perseguiti nel quadro degli obiettivi strategici. Aggiunge inoltre che la gestione dei conflitti d’interesse è parte integrante della gestione d’impresa.
 
… tanto fumo e poco arrosto!
La presa di posizione del Consiglio federale riflette in maniera lampante la posizione del proprietario di un’impresa a scopo lucrativo e quotata in borsa che desidera trarre profitto dai dividendi. Poco gli importa che vengono soppressi sempre più posti di lavoro, ben sapendo che questi sacrifici permettono all’azienda di svilupparsi prosperamente e di mantenere il corso dell’azione. 
 
Affermare che questa politica contribuisca a finanziare un buon piano sociale per transfair non è altro che puro cinismo. Nel definire obiettivi contraddittori, l’esecutivo si cala nel ruolo di Ponzio Pilato, affermando di non volersi intromettere nella gestione strategica e operativa dell’impresa.
 
transfair si dice deluso della risposta del Consiglio federale: solo tanto fumo e poco arrosto. La presa di posizione potrebbe essere riassunta così: «Garantite il minimo a livello di servizio pubblico, il massimo a livello di redditività. Degli impieghi fate ciò che volete». transfair però non mollerà la presa. Nel nostro ruolo di partner sociale continueremo a seguire da vicino i progetti di ristrutturazione e ad adoperarci per i nostri membri e il personale di Swisscom.
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