Polizia militare: confusione in materia di spese

Polizia militare: confusione in materia di spese ©VBS/DDPS ZEM
18.11.2019

Nel 2018 transfair ha negoziato con il Comando Operazioni (Cdo Op) i rimborsi spese per il personale impiegato in piani di servizio fissi della polizia militare. Il successo è evidente: le nuove regole garantiscono che i dipendenti ricevano i rimborsi loro spettanti. Tuttavia, la comunicazione interna delle nuove regole ora sta generando confusione. transfair spiega le regole concordate.

Quando sussiste un diritto?
È vero che chi entra in servizio alle 6 del mattino o prima può chiedere un rimborso spese. I seguenti criteri si applicano senza modifiche anche agli altri pasti:
  1. a patto che vengano sostenute delle spese;
  2. a condizione che i pasti siano consumati al di fuori di un raggio di 10 km dalla propria abitazione o dal luogo di lavoro.
Perché questi criteri?
Questi criteri non sono scaturiti dal nulla, ma si basano sulle norme dell’ordinanza sul personale valide per l’intera Amministrazione federale. L’articolo 41 dell’ordinanza stabilisce che è possibile chiedere il rimborso solo delle spese sostenute al di fuori un raggio di 10 km dalla propria abitazione o dal luogo di lavoro.
 
Inoltre, con il termine «spese» non si intende un’indennità derivante da un diritto fisso. Le spese hanno una funzione di indennizzo dei costi sostenuti. Pertanto, è possibile richiedere le indennità solo nel caso in cui vengano sostenute spese (in questo caso, per la colazione). Poiché per ragioni amministrative la Confederazione versa un importo forfettario, l’importo effettivo è irrilevante e non è nemmeno necessario presentare una ricevuta.
 
Cos’ha ottenuto transfair?
Questi criteri devono essere rispettati alla lettera e non possono essere modificati nemmeno su richiesta delle parti sociali. Tuttavia, in fase di trattativa transfair ha ottenuto di nuovo il rimborso delle spese per la colazione. Un ulteriore successo per transfair è il fatto che le pause sul luogo di lavoro così come le pause durante le quali i collaboratori rimangono reperibili contano come orario di lavoro.
 
Nel frattempo, transfair ha appreso che nell’estate del 2019 la regola dei 10 km non è stata comunicata correttamente dalla polizia militare e la situazione è stata rettificata solamente a fine settembre 2019. Di conseguenza, le richieste di rimborso presentate dai dipendenti sono state riesaminate al fine di applicare correttamente la regola dei 10 km. L’importo corretto verrà versato con lo stipendio di novembre.
 
Sono stati corretti anche i rimborsi spese versati tra luglio e settembre 2019 per via dell’errata interpretazione della regola. In concreto, questo significa che la polizia militare chiede la restituzione delle indennità per i pasti consumati entro il suddetto raggio di 10 km. È una situazione seccante per i dipendenti interessati, tuttavia corrisponde alla corretta applicazione dell’ordinanza.

Hai domande? I segretariati regionali di transfair sono a tua disposizione.