Perché il Parlamento risparmia sempre sul personale ...

Perché il Parlamento risparmia sempre sul personale ... © transfair
25.04.2017

Alla metà di marzo, transfair si è incontrato con il Consigliere nazionale del PPD Leo Müller per cercare di capire perché il Parlamento prenda spesso di mira il personale e cosa si nasconda dietro alla mozione «Contenere l’aumento delle uscite per il personale».

Signor Müller, nonostante i collaboratori della Confederazione svolgano un lavoro eccellente, gli obiettivi di risparmio del Parlamento mirano ripetutamente al budget per il personale. Cos’ha il Parlamento contro l’Amministrazione federale?
Assolutamente niente, anch’io apprezzo molto la qualità del lavoro svolto. Il Parlamento ha tuttavia il compito di tenere sotto controllo le finanze. Sono irritato dal fatto che esistano incombenze per le quali i costi sono in continua crescita. Occorre pertanto intensificare gli sforzi volti ad arginare le uscite. Si tratta di una grande sfida; sono però convinto che vi sia tuttora potenziale per ulteriori risparmi.

Se questi obiettivi di risparmio mirano tuttavia ripetutamente al personale federale, i collaboratori ben presto giungeranno al proprio limite. Dal nostro punto di vista è evidente che se si continua così, il Parlamento dovrà prendere posizione, osservare la situazione anche dal punto di vista dei compiti e definire quali prestazioni risultano assolutamente necessarie e a quali si può rinunciare a causa delle scarse risorse.
L’affermazione che gli obiettivi di risparmio mirano sempre al personale non è corretta: nel quadro dell’ultimo programma di risparmio, il 90 per cento dei risparmi sono stati effettuati in ambiti estranei al personale. È invece giusto chiedersi quali prestazioni debbano essere fornite e quali non più. Noi parlamentari abbiamo troppo poco modo di guardare all’interno dell’Amministrazione per poter valutare dove e quali risorse possano essere risparmiate mediante la rinuncia al disbrigo di determinati compiti. Per risparmiare ragionevolmente a lungo termine è necessario procedere in modo mirato, anziché effettuare tagli a pioggia. Sono del fermo avviso che spetta ai rispettivi uffici federali definire cosa può ancora essere sbrigato in modo efficiente, ciò che ha ancora senso e come si possano impiegare diversamente le risorse umane. Questo compito dirigenziale spetta alla Amministrazione federale. Nell’Amministrazione federale tale processo viene tuttavia attuato troppo poco, motivo per cui talvolta si rende necessaria una certa pressione da parte del Parlamento.

Questa pressione, tuttavia, non sempre è facile da comprendere. La Confederazione poggia su solide basi finanziarie e genera eccedenze che superano nettamente gli obiettivi del preventivo. Ciononostante i programmi di risparmio si susseguono e anche nel quadro delle negoziazioni salariali i collaboratori spesso e volentieri rimangono a mani vuote. Una situazione frustrante e incomprensibile.
Soprattutto per quanto riguarda il budget e la pianificazione finanziaria è necessario prestare attenzione a pianificare a lungo termine. Dobbiamo essere pronti a qualsiasi evenienza. Non dimentichiamoci inoltre che, in questi tempi di tassi d’interesse molto bassi, la Confederazione ha tuttora più di 100 miliardi di debiti da estinguere. È proprio e soprattutto il principio della prudenza ad aver contribuito ai buoni andamenti.

Comprendiamo questi sforzi a lungo termine e l’esigenza di pianificazione. Tanto più incomprensibile ci risulta per questo motivo la situazione all’UFIT. Entro gennaio 2017, 60 collaboratori devono sgomberare il loro posto di lavoro a causa degli obiettivi di risparmio a breve termine annunciati nel mese di dicembre 2016. Una misura «poco intelligente» e onerosa in termini di costi, quando invece si sarebbero potute risparmiare ingenti somme di denaro mediante una tempestiva internalizzazione delle prestazioni.
La mia mozione mira proprio a tali misure «poco intelligenti» e a troppo breve termine. Il mio obiettivo è di instaurare una pianificazione duratura volta a stabilizzare in maniera sostenibile le nostre finanze. Per questo motivo non ho chiesto che si apportino correttivi in vista del prossimo budget, bensì che si risparmi nel quadro del piano finanziario. Le proposte che ci vengono presentate sono in parte esagerate e vanno oltre l’obiettivo perseguito. Nel frattempo è anche stato reso noto quanti posti di lavoro presso l’UFIT dovevano essere tagliati a causa della decisione del Parlamento e quanti impieghi soppressi sotto il pretesto della decisione parlamentare. Personalmente, non trovo del tutto corretto questo modo di procedere che manda letteralmente in collera noi parlamentari.

Torniamo ai compiti. Da un lato, possiamo capire fino a un certo punto il motivo per cui si voglia controllare l’Amministrazione federale mediante cifre fisse. Ma perché allora il Parlamento non concentra la sua attenzione soprattutto sulla ripartizione dei compiti? In veste di partner sociali, dialogando con gli uffici federali, ci accorgiamo che vi è troppo poco margine di manovra, in quanto i compiti statuiti dalla legge non possono semplicemente essere tralasciati. E nonostante i compiti non diminuiscano, il personale deve resistere con meno risorse. Qui i conti non tornano.
Sono del fermo avviso che sia compito dei dirigenti rilevare quali obiettivi del programma di stabilizzazione vadano applicati alla propria divisione e in seguito impiegare le risorse in base alle esigenze. Certe volte ho la netta sensazione che il quadro dei compiti impartiti previsti dalla legge potrebbe essere sfruttato in modo migliore. Come ad esempio nell’agricoltura: sono veramente necessari i controlli mensili delle aziende che ottengono incentivi dalla Confederazione? Non basterebbero anche meno visite per raggiungere lo scopo? Nel quadro delle leggi, anche gli uffici federali a volte stringono ancora di più la cinghia rispetto a quanto richiesto dal Parlamento. Così si giunge a risultati che non rispecchiano lo spirito del Parlamento, come ad esempio l’esternalizzazione di posti di lavoro presso l’UFIT.

Perché il Parlamento si concentra sempre sui crediti per il personale? Questo è in netta contraddizione con i principi del nuovo modello di gestione dell’Amministrazione federale (NMG). Secondo il NMG, il budget globale può essere ripartito autonomamente per raggiungere così i compiti e gli obiettivi legali definiti dal Parlamento.
Certe volte il Parlamento ricorre a mezzi che non sono del tutto fedeli al sistema. Quando abbiamo l’impressione che nulla cambi e i compiti dirigenziali non siano eseguiti in modo sufficientemente coerente, è la volta che il Parlamento esercita pressione. Sono dell’avviso che a noi come paese convenga di più concentrarci sui compiti di cui dobbiamo realmente occuparci e tutto questo in una maniera efficiente, che ci consente di raggiungere il traguardo con il minor sforzo supplementare possibile. Sostanzialmente abbiamo tutti lo stesso obiettivo: progredire insieme e come paese nonché svilupparci ulteriormente.