Il Corpo delle guardie di confine: aumento dell'organico

Il Corpo delle guardie di confine: aumento dell'organico transfair Präsidentin Chiara Simoneschi-Cortesi letzte Woche im Bundeshaus, © transfair
24.09.2013

Il Corpo delle guardie di confine (Cgcf) sta vivendo un momento di grande pressione. Ieri anche il Consiglio degli Stati ha dato il nullaosta alla mozione "Aumentare l'effettivo del Corpo delle guardie di confine" di Marco Romano PPD/TI, spianando così la strada ai 24 nuovi posti di lavoro rivendicati da transfair.

A causa della criminalità transfrontaliera, dei flussi migratori e del contrabbando, per citare solo alcuni esempi, le guardie di confine si ritrovano a dover far fronte a enormi moli di lavoro. Nella sua mozione Romano rivendica che l'effettivo globale autorizzato del Cgcf sia almeno pari a quello in servizio prima dell'entrata in vigore dell'accordo di Schengen/Dublino.

 

L'impegno di transfair

Il Cgcf ha raggiunto i propri limiti. Il suo organico va pertanto urgentemente aumentato. Per questo motivo l'anno scorso abbiamo cercato la collaborazione con il Consigliere nazionale Marco Romano PPD/TI. Nel marzo del 2012, transfair e l'esponente del PPD si sono incontrati per discutere sulla situazione con Jürg Noth, capo del Cgcf.

 

Ne è valsa la pena

Nell'aprile di quest'anno, la Camera bassa ha approvato la mozione. Nella Camera alta, invece, tutto lasciava presagire una bocciatura. Durante la sessione attuale, la presidente di transfair Chiara Simoneschi-Cortesi e la nostra responsabile di categoria Janine Wicki hanno svolto un intenso lavoro di convincimento sui Consiglieri agli Stati dei cantoni frontalieri. L'impegno di transfair è stato ripagato!

Ambiti d'impiego
Corpo delle guardie di confine