Colpo di scure sull’Amministrazione federale

Colpo di scure sull’Amministrazione federale © Parlamentsdienste 3003 Bern
01.07.2015

Prendendo come spunto le cupe prospettive di bilancio, alcuni parlamentari dello schieramento borghese esigono che l’Amministrazione federale sia snellita. Sono tre gli interventi che in Parlamento reclamano un colpo di scure sull’Amministrazione. Purtroppo, anche il Consiglio federale ora è intenzionato a tirare il freno per quanto riguarda i costi relativi al personale. L’esecutivo rende tuttavia noto che diventa inevitabilmente necessaria una riduzione dei compiti da svolgere.

Questa primavera il motto dei partiti borghesi in Parlamento è «smantellare», in altre parole: congelare il credito destinato al personale o ridurre l’effettivo anziché aumentarlo laddove sarebbe necessario già da tempo. Il fatto ancora più increscioso è che il Consiglio federale stia cedendo ai tentativi di pressione esercitati dai partiti di destra, attaccando per così dire alle spalle i circa 38'000 collaboratori dell’Amministrazione federale.

Gli interventi politici in dettaglio

Già nel febbraio del 2015, il capo del Dipartimento federale delle finanze, Eveline Widmer-Schlumpf, ha reso noto di voler congelare il credito destinato al personale ai livelli del preventivo 2015. Ciò equivale a una riduzione delle spese per l’effettivo pari a 106 milioni di franchi. In seguito sono sopraggiunti tre interventi in Parlamento: tramite la mozione «Stop per quanto riguarda i costi del personale della Confederazione» Peter Föhn esige un immediato congelamento del credito destinato al personale e misure volte alla riduzione dell’effettivo. Nell’intervento parlamentare si parla in maniera sprezzante di regolatori superflui e di apparato dei funzionari – nonostante lo statuto di funzionario sia di fatto stato abolito nel 2001 presso la Confederazione. La commissione delle finanze del Consiglio degli Stati rivendica a sua volta che l’effettivo sia congelato allo stato del 2015, ovvero a 35'000 posti di lavoro a tempo pieno. Un’altra mozione ampiamente sostenuta a livello politico è «Contenere l’aumento delle uscite per il personale» avanzata dal Consigliere nazionale Leo Müller, con cui si chiede il congelamento delle spese per il personale per i prossimi anni ai livelli del 2014. L’approvazione di questa mozione porterebbe effettivamente a risparmi pari a 300 milioni di franchi. Per venire incontro all’autore della mozione, all’inizio di maggio il Consiglio federale ha reso noto che intende adottare misure di risparmio sul personale per un importo complessivo pari a 165 milioni di franchi. Il Consiglio federale ha poi rincarato la dose, dichiarando che vi è margine di manovra per ulteriori risparmi e incrementi d’efficienza.

transfair si schiera ovviamente a favore di … 

… un’Amministrazione federale efficace e produttiva. In seno all’Amministrazione, procedure inefficienti e doppioni sono fastidiosi e inaccettabili come lo sono del resto anche nell’economia privata. I nostri associati ivi occupati si sforzano quotidianamente al fine di evitare che si manifestino tali problematiche. Misure di risparmio indifferenziate rappresentano pertanto un segnale di mancata stima nei confronti delle prestazioni offerte dall’Amministrazione e un modo di vedere unilaterale per quanto riguarda il credito destinato al personale.

I costi per il personale e la quota d’incidenza della spesa pubblica danno prova di stabilità

Ciò che si dimentica spesso durante questi dibattiti è il fatto che in rapporto alle spese totali della Confederazione la percentuale delle spese per il personale si attesta a un valore stabile tra l’8 e l’8,5 per cento. In Svizzera la quota d’incidenza della spesa pubblica, ovvero la percentuale delle spese pubbliche (incluse quelle dei Cantoni e dei Comuni) rispetto al prodotto interno lordo, ammonta al 31,5 per cento. Paragonandolo ad esempio a quello degli USA (38,9 per cento) o alla media UE (49,4 per cento) è a livelli minimi. L’aumento assoluto delle spese del personale degli ultimi anni è riconducibile all’aumento dei compiti in seno all’Amministrazione. Compiti, questi, guarda caso, decisi dallo stesso Parlamento.

Riduzioni rischiose

Le misure di risparmio lasciano sempre le loro tracce. Con lo sguardo rivolto al futuro, il Consiglio federale annuncia provvedimenti a livello di personale e dei salari; al momento, tuttavia, senza essere in grado di fornire ulteriori precisazioni in merito. Ha tuttavia riconosciuto con lucidità che una riduzione dei compiti è inevitabile. Certi politici vogliono invece spingere il Consiglio federale verso una ponderazione degli interessi: aumenti di personale come quelli previsti presso il Corpo delle guardie di confine o presso la Segreteria di Stato della migrazione dovrebbero pertanto essere limitati nella stessa misura altrove. Dove porterà questa esagerata politica d’austerità è un’incognita. Chiaro è, invece, che una pianificazione lungimirante del personale dovrebbe presentarsi in maniera del tutto diversa.
Ambiti d'impiego
Amministrazione pubblica, DFI, Ufficio federale della sanità pubblica, Ufficio federale di statistica , DATEC, DDPS, Sic mil, DFF, Corpo delle guardie di confine, DFGP, SEM