Blocco dell'effettivo suscita incomprensione

Blocco dell'effettivo suscita incomprensione © pathdoc/fotolia.com
09.12.2015

Dopo il Consiglio degli Stati, anche la Camera bassa si è pronunciata a favore di un blocco dell'effettivo presso la Confederazione. transfair critica duramente questa incomprensibile decisione. Regolare l'effettivo dell'Amministrazione, fissando limiti massimi, non ha alcun senso. Questa decisione è assurda soprattutto se messa in relazione al budget più cospicuo a disposizione dell'esercito, in quanto anch'esso necessita di sufficienti risorse umane per svolgere i suoi mandati.

L'effettivo della Confederazione deve essere bloccato a 35'000 posti di lavoro a tempo pieno. Questo è quanto richiede la mozione «Bloccare l'effettivo del personale della Confederazione al livello del 2015» avanzata dalla Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati. La Camera alta aveva ratificato questa assurda mozione già a settembre. Ora anche la Camera bassa ha deciso di prendere questa strada. Il Consiglio federale ottiene pertanto l'incarico di elaborare un corrispettivo progetto.

Già in precedenza, transfair si era detto contrario a questa mozione. La nostra associazione disapprova nel modo più assoluto questa decisione: non ha alcun senso regolare l'Amministrazione federale mediante una limitazione dell'effettivo o del credito per il personale.

La regolazione dell'Amministrazione avviene sulla base dei compiti a lei assegnati, nota bene, dal Parlamento. Se l'obiettivo è quello di fermare la crescita dell'Amministrazione, sarebbe molto più logico rivedere l'assegnazione dei compiti. In altre parole: o si evita di assegnare nuovi compiti o si snellisce la lista delle incombenze.

Perdita della flessibilità nell'Amministrazione
Stabilire un limite dell'effettivo riduce la flessibilità necessaria di cui dispone l'Amministrazione.  A causa della crescita del numero dei rifugiati, ad esempio, è stato necessario aumentare l'effettivo della SEM di 100 posti di lavoro. Con un limite massimo, manca la flessibilità necessaria per reagire rapidamente a tali situazioni. 

Oltre a ciò, sono in corso discussioni su richieste – nota bene avanzate dagli stessi partiti che hanno votato a favore di un limite massimo sul personale – che prevedono un ampliamento della protezione alla frontiera da garantire attraverso l'impiego del Corpo delle guardie di confine e delle forze aeree. Il Parlamento in tal modo non fa altro che legare le mani al Consiglio federale.

Le capacità per nuovi compiti sono esaurite
Per l'adempimento degli incarichi conferiti dal Parlamento servono risorse umane. Laddove si decide di assegnare nuovi compiti, urgono collaboratori supplementari. Il limite massimo fa aumentare in maniera significativa il carico di lavoro sulle spalle del personale o fa sì che i collaboratori non sono più in grado di svolgere incarichi importanti.

Lo stesso Consiglio nazionale, che esige il blocco dell'effettivo, una settimana prima, durante le consultazioni sull'Ulteriore sviluppo dell'esercito (USEs), si era espresso a favore di un budget più elevato rispetto a quello proposto dal Consiglio federale. Mettere a disposizione maggiori mezzi finanziari per l'esercito prima e pretendere un limite massimo per quanto riguarda l'effettivo dopo è palesemente contraddittorio. In mancanza di risorse umane a sufficienza, progetti quali l'USEs sono condannati a fallire.