Amministrazione federale: negoziazioni salariali deludenti

Amministrazione federale: negoziazioni salariali deludenti © transfair
08.11.2016

transfair si dice deluso dell’esito delle trattative salariali condotte con il Consigliere federale Ueli Maurer. Nonostante nel 2016 la Confederazione abbia conseguito utili miliardari e i collaboratori dell’Amministrazione pubblica siano stati costretti a fare considerevoli sacrifici, il Consiglio federale non è disposto a concedere alcun aumento di stipendio.

I collaboratori federali devono dunque accettare per la seconda volta consecutiva zero aumenti. Dopo che già l’anno scorso l’esecutivo si rifiutò di dare il nullaosta a un aumento degli stipendi, anche durante le negoziazioni svoltesi nella giornata di ieri i partner sociali non sono riusciti a trovare un accordo.

Con ogni probabilità, nel 2016 il bilancio federale chiuderà con un’eccedenza pari a 2,7 miliardi di franchi. Già nel 2015 la Confederazione ha conseguito approssimativamente 2 miliardi più del previsto. Ciononostante, negli ultimi anni il personale federale è stato costretto a lasciarci le penne. Oltre a tagli trasversali, alla rinuncia a misure salariali per il 2016 e a diversi adeguamenti delle condizioni di impiego, incomberanno ulteriori perdite a scapito dei lavoratori a causa del programma di stabilizzazione.

Il Consiglio federale non si ritiene dunque in grado di accordare ai 37’000 collaboratori dell’Amministrazione un urgente segnale di apprezzamento sotto forma di un’una tantum. Matthias Humbel, responsabile della categoria Amministrazione pubblica, parla chiaro: «Per noi questo atteggiamento è del tutto incomprensibile ed è la prova evidente della poca sensibilità nei confronti dei collaboratori della Confederazione».

Firmato il piano sociale
A conclusione dei negoziati, le parti sociali hanno firmato il nuovo piano sociale per l’Amministrazione federale. Le modifiche si erano rese necessarie a causa dei cambiamenti sopraggiunti nelle basi legali. Già ad ottobre, il Consiglio federale aveva apportato i corrispondenti adeguamenti all’ordinanza sul personale federale.