mercoledì 04. luglio 2012 16:55 Età: 2 yrs

economiesuisse: il rapporto sulle infrastrutture mette a rischio il modello di successo elvetico

Categoria: National, Alle Branchen, News

 

Nel proprio rapporto sulle infrastrutture presentato lunedì scorso, economiesuisse dimostra quali insegnamenti ha saputo trarre dalle varie crisi ipotecarie, finanziarie ed economiche degli ultimi anni: nessuno. Ancora una volta la federazione delle imprese svizzere non sa fare altro che propugnare più competitività, più liberalizzazione e meno Stato come unici ingre-dienti per garantire il benessere in Svizzera, calpestando così le decisioni prese da Popolo e Parlamento. Per transfair una cosa è certa: una liberalizzazione a ogni costo mette a repenta-glio il servizio pubblico e con esso la colonna portante del modello di successo svizzero.

© FFS

Anche dopo che la crisi persistente ha evidenziato già più che palesemente i limiti del modello "più mercato a ogni costo", il rapporto sulle infrastrutture di economiesuisse si ostina a proseguire su questa strada. Mediante una serie di proposte e senza riguardo alle perdite, l'associazione mantello dell'economia svizzera intende spalancare le porte del servizio universale al mercato liberalizzato. Per transfair è chiaro che un cambiamento di tale portata genererebbe soprattutto sconfitti. Il rapporto sulle infrastrutture di economiesuisse è pertanto soprattutto una cosa: la dimostrazione che la federazione delle imprese svizzere non è stata in grado di riconoscere i segni del tempo e che in nome di ideologie e interessi particolari è pronta a sacrificare il modello di successo elvetico e con esso il nostro servizio pubblico di alta qualità.

 

Abolizione del monopolio residuo nel mercato postale, prezzi più elevati per pendolari che si recano al lavoro, rinuncia effettiva della politica di trasferimento, nonché completa liberalizzazione del servizio universale che lascia allo Stato niente altro che briciole non redditizie. Ecco, in sintesi, come economiesuisse vede il futuro del servizio universale in Svizzera. Nonostante la federazione osservi giustamente che senza una infrastruttura mantenuta bene e funzionante  […] la Svizzera non sarà in grado di mantenere l'attrattività della sua piazza economica, il rapporto sulle infrastrutture propugna un vero e proprio smantellamento della comprovata politica delle infrastrutture. E tutto ciò senza tenere conto delle decisioni prese dal Popolo e dal Parlamento che in passato si sono più volte espressi a favore del servizio pubblico. Benché economiesuisse riconosca che il servizio universale elvetico nel confronto europeo occupa una posizione di riguardo, segue una fitta serie di proposte motivate da ideologie che mettono intenzionalmente a rischio i pilastri principali del modello di successo elvetico.

 

Dal punto di vista geografico e dell'insediamento, la Svizzera pone alcune sfide a una politica delle infrastrutture ben funzionante. Le regioni montane e periferiche, con i loro ostacoli geografici e non da ultimo la forte dispersione insediativa con innumerevoli borghi e paesi, rendono difficoltosa la creazione e il mantenimento di un servizio universale su tutto il territorio nazionale. Ma è proprio questa realtà, ovvero l'attuale accessibilità del servizio universale in tutte le regioni della nazione e a tutta la popolazione allo stesso modo e alle medesime condizioni, il vero cavallo di battaglia del nostro Paese. Grazie a una rete di infrastrutture all'avanguardia, che permette anche nelle regioni più isolate di creare reddito – sia come imprenditore che come lavoratore – procura alla piazza economica elvetica un vantaggio significativo e garantisce a tutta la popolazione di avere parte al benessere.

 

Le misure di economiesuisse servono invece solo per soddisfare interessi particolari a discapito della popolazione e sono la dimostrazione di una liberalizzazione a qualsiasi prezzo motivata dalle ideologie.

 

Mercato postale: l'abolizione del monopolio residuo sulle spedizioni fino a 50 grammi appena approvata dal Parlamento per il finanziamento del servizio universale mette a rischio l'accesso ai servizi postali in regioni montane e periferiche. Le possibili riduzioni di prezzo per grandi clienti nelle agglomerazioni dell'Altopiano porterebbero a prezzi più elevati per le regioni montane e periferiche e per i piccoli clienti. Non dimentichiamoci inoltre che, ad eccezione del monopolio residuo, il mercato postale è già stato liberalizzato.

 

Trasporti pubblici: il Popolo e la classe politica si sono espressi già varie volte in merito alla politica di trasferimento. Da un punto di vista ecologico, un settore dei trasporti pubblici ben sviluppato ha senso e contribuisce anche a sgravare la rete stradale. Un allontanamento da questa politica, sia attraverso un taglio dei mezzi finanziari provenienti dall'imposta sugli oli minerali, una limitazione degli investimenti nella rete ferroviaria o una penalizzazione dei pendolari tramite i prezzi dei biglietti, mette ulteriormente in pericolo questi obiettivi.

 

Telecomunicazioni: nel settore, la buona situazione della Swisscom dimostra che la partecipazione maggioritaria da parte della Confederazione non necessariamente rappresenta un ostacolo per agire in modo innovativo e con successo nel mercato. La fusione andata a monte tra Orange e Sunrise mostra però anche i limiti della concorrenza. Nel raffronto internazionale la Svizzera offre un'infrastruttura di telecomunicazione straordinaria e questo non da ultimo grazie a imprese a partecipazione maggioritaria pubblica.

 

transfair si oppone pertanto con determinazione alla politica di liberalizzazione promossa da economiesuisse. Dell'attuale servizio pubblico di qualità beneficia tutta la popolazione in tutte le regioni del nostro Paese. Questa conquista va tutelata con tutte le forze a nostra disposizione.


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